Snowboard senza rischi

Lo snowboard una disciplina che nasce nel Michigan negli anni 60 e si diffonde successivamente fino a divenire oggi uno degli sport invernali pi apprezzati e praticati sulle piste di tutto il mondo. stato annoverato tra le discipline dei Giochi Olimpici Invernali dal 1998, il che ha contribuito a farlo conoscere al grande pubblico e ad accrescerne la popolarit. Negli ultimi anni soprattutto si assistito alla sua crescita esponenziale non solo tra i giovanissimi ma anche tra gli sciatori esperti.Lo snowboard unrsquoattivit molto divertente, da praticare da soli o con gli amici, fatta essenzialmente di evoluzioni e salti, e per questo intrinsecamente ldquorischiosardquo. Gli infortuni sono infatti frequenti e possono riguardare fino al 50 tra i principianti e fino al 30 di coloro che lo praticano assiduamente. Pi frequentemente si verificano per un atterraggio sbagliato da un salto, ma non sono infrequenti uscite fuori pista, scontri con alberi o con altri sciatori. stato calcolato che la maggior parte delle cadute praticando snowboard 70 interessa lrsquoarto superiore fratture di polso, lussazioni di spalla, la testa, il tronco, la colonna lombare. I traumi dellrsquoarto inferiore sono meno frequenti, verificandosi in circa il 30 dei casi, e colpiscono per lo pi le ginocchia e le caviglie. Le ginocchia possono fratturarsi in caso di impatto diretto, ma risultano relativamente protette dai traumi distorsivi poich entrambi i piedi sono ancorati alla tavola. Le caviglie sono invece molto sollecitate durante unrsquoesecuzione di snowboard, contenute in scarponi spesso non troppo rigidi e quindi poco protettivi, soggette a microtraumi ripetuti nonch a impatti ad elevata energia, soprattutto nella fase di atterraggio dai salti. I microtraumi possono a lungo andare esitare in una instabilit di caviglia, mentre ad impatti violenti possono conseguire traumi distorsivi come la distorsione di caviglia, fratture, in rari casi lussazioni.Concentriamoci proprio sui traumi della caviglia che, anche se meno frequenti, non sono meno importanti, e vediamo insieme quali sono le 5 cose fondamentali da applicare quando si pratica snowboard per evitarli o gestirli al meglio 1 Essere prudenti, sempre. Questo vale soprattutto per i principianti, che sono la categoria pi soggetta a cadute e traumi vari quando si accingono a praticare lo snowboard. opportuno iniziare con un maestro, che possa insegnare qualche trucco per prendere confidenza con la pista, con lrsquoattrezzatura e con gli altri sciatori che ci sfrecciano intorno, soprattutto se ci si trova su piste affollate. stato per dimostrato che i professionisti non sono esenti da infortuni anche impegnativi, proprio perch talvolta si sentono ldquotroppo sicurirdquo e si lanciano in evoluzioni pi spericolate e rischiose. 2 Utilizzare attrezzatura adeguata. importante disporre di un equipaggiamento di buona qualit, specifico e adattato per il singolo atleta, tenendo conto delle sue caratteristiche fisiche, del livello di esperienza e dal tipo di acrobazie che si vuole effettuare. Il casco dovrebbe essere sempre indossato, cos come adeguate protezioni per i polsi e i gomiti. Per evitare i traumi della caviglia fondamentale che gli scarponi siano della corretta misura e ben allacciati, dispongano di validi ganci sulla tavola e siano della corretta robustezza. Gli scarponi da snowboard sono tendenzialmente meno rigidi di quelli da sci. Ne esistono di vari materiali e tipologie, da quelli morbidi ad altri pi rigidi. Se da un lato infatti la morbidezza dello scarpone lo rende pi confortevole e comodo da indossare, dallrsquoaltro espone maggiormente la caviglia al rischio di distorsioni e microtraumi ripetuti. Non si pu per questo prescindere da un certo grado di rigidit, potendo scegliere tra diversi modelli disponibili in commercio. 3 Non sottovalutare i traumi, anche se banali. Un infortunio, anche se apparentemente lieve, non andrebbe mai sottovalutato. Un trauma alla caviglia, se non adeguatamente identificato e trattato, pu nel tempo portare a patologie pi serie ed invalidanti. Le fratture comportano forti dolori e quasi sempre lrsquoimpossibilit di svolgere le normali attivit, quali stare in piedi e deambulare. Le distorsioni di caviglia, al contrario, sono pi insidiose in quanto, specialmente se ricorrenti, possono anche non portare dolore e fastidi e quindi sono pi spesso sottovalutate e trascurate. Il giusto approccio quindi quello di rivolgersi a uno specialista ortopedico, che con la visita ed eventualmente esami strumentali mirati, possa inquadrare al meglio il problema e consigliare come affrontarlo al meglio. Una distorsione una lesione dei legamenti pi spesso esterni della caviglia, che pu conseguire a banali incidenti quali la caduta da un gradino, o a traumi importanti, quali quelli che avvengono praticando sport che prevedono una notevole sollecitazione delle caviglie, come lo snowboard. Una distorsione in fase acuta pu manifestarsi con forte dolore, gonfiore, arrossamento della caviglia, nei casi pi gravi anche lrsquoincapacit di stare in piedi e camminare. Talvolta si potr avere il miglioramento della sintomatologia semplicemente osservando un periodo di riposo di alcuni giorni, camminando con le stampelle e tenendo la gamba sollevata, applicando del ghiaccio sulla zona dolente e assumendo degli analgesici. Nei casi in cui la stessa caviglia ha subito molteplici distorsioni, pu anche non presentare dolore, e sono soprattutto questi i casi che non vanno sottovalutati e vanno anzi sottoposti allrsquoattenzione di uno specialista del settore, che possa individuare eventuali altre patologie correlate come lrsquoinstabilit di caviglia, le lesioni cartilaginee. Tutte queste condizioni cliniche, se trascurate o non adeguatamente diagnosticate e trattate, possono a lungo andare degenerare in una precoce artrosi di caviglia. Lrsquoimportante, dunque, prestare la giusta attenzione a qualunque trauma, anche minimo, e non incorrere in rimedi fai da te, per non rischiare di ritardare e, in alcuni casi, addirittura peggiorare il problema. 4 Curare la ripresa funzionale. Se la diagnosi stata di trauma distorsivo semplice, dopo alcuni giorni di riposo sar necessario recuperare la funzionalit della caviglia. Questa una fase fondamentale per un pieno recupero della caviglia, soprattutto nei soggetti giovani e sportivi. Infatti senza unrsquoadeguata riabilitazione, la ripresa di unrsquoattivit sportiva pu predisporre alla non completa guarigione dal trauma, al peggioramento della sintomatologia e allrsquoinsorgenza di nuove e pi gravi lesioni. importante dunque praticare degli esercizi mirati, meglio se con lrsquoaiuto di un fisioterapista specializzato, finalizzati al potenziamento muscolare, al miglioramento della propriocezione, al rinforzo dellrsquoequilibrio, dellrsquoarticolarit e della postura. 5 Per quanto detto finora, fondamentale aver raggiunto il pieno recupero funzionale, prima di ricominciare a praticare lrsquoattivit sportiva di scelta. Una precoce interruzione della riabilitazione o uno sforzo fisico eccessivo di una caviglia non ancora del tutto guarita possono peggiorare la situazione, aumentando anche i tempi di recupero. La riabilitazione va intesa come un periodo di assoluto riposo dallrsquoattivit sportiva traumatica, come lo snowboard, nel quale dedicarsi al 100 al recupero funzionale della caviglia, senza per affrettare i tempi. In questo periodo, quindi, importante evitare di praticare sport traumatici e da contatto e puntare su attivit di potenziamento muscolare e stretching. 9679 possibile incorrere in un trauma distorsivo di caviglia facendo snowboard possibile, in quanto lo snowboard una disciplina considerata ad ldquoalto impattordquo, che si basa su evoluzioni e salti, spesso da altezze rilevanti. Implica un impegno notevole delle caviglie, che risultano costantemente sollecitate durante tutti i gesti tecnici e le ldquofigurerdquo eseguite, che prevedono rotazioni, ribaltamenti, sbandate, bruschi cambi di direzione e salti. Inoltre praticato soprattutto dai giovanissimi, che risultano particolarmente spericolati nelle esecuzioni. Infine gli scarponi in dotazione, per quanto contenitivi, non possono essere eccessivamente rigidi per consentire di eseguire agilmente le esecuzioni desiderate. 9679 Come fare per evitare un trauma distorsivo di caviglia importante essere prudenti quando si pratica qualunque disciplina sportiva, soprattutto da principianti ma anche quando si pi esperti, Indossare lrsquoequipaggiamento adeguato nel modo corretto, fare attenzione allrsquoambiente nel quale ci si allena. Inoltre eseguire esercizi di riscaldamento muscolare e stretching prima di iniziare unrsquoattivit sportiva ma anche al termine dellrsquoallenamento, migliora la funzione muscolare e la flessibilit articolare, riducendo il rischio di episodi distorsivi. 9679 Come comportarsi se avviene un trauma distorsivo di caviglia Mai sottovalutare un trauma distorsivo, anche se apparentemente lieve. sempre bene consultare uno specialista ortopedico, che possa inquadrare la situazione, se necessario con lrsquoaiuto di esami radiologici mirati, e offrire le migliori soluzioni per affrontarla. I traumi distorsivi possono variare di gravit, da semplici e guaribili con riposo e riabilitazione, a gravi che necessitino di un approccio chirurgico. Inoltre anche quelli semplici se trascurati possono portare a un peggioramento della sintomatologia e lrsquoinsorgenza di quadri pi complessi, come lrsquoinstabilit di caviglia, che nel tempo pu degenerare in artrosi precoce. 9679 Di cosa preoccuparsi in un trauma distorsivoIn presenza di un trauma distorsivo importante non trascurarlo e non sottovalutarlo, quindi affidarsi a uno specialista ortopedico in grado di gestire al meglio la situazione. importante inquadrare bene il tipo di distorsione sede, lesione, gravit, per poterla trattare al meglio. Una distorsione di caviglia avviene solitamente per una brusca rotazione del piede verso lrsquointerno e comporta un interessamento dei legamenti laterali della caviglia. Nel caso di lesioni semplici, dopo un periodo di riposo e riabilitazione si pu osservare il pieno recupero della funzionalit e il ritorno alle attivit di scelta. Nel caso di lesioni complete e severe, pu essere necessario ricorrere a un intervento chirurgico per riparare o ricostruire i legamenti lesionati. Talvolta una lesione legamentosa, specialmente se avvenuta in seguito a un impatto violento che si pu ad esempio verificare in un atterraggio sbagliato da un salto, pu essere associata ad una lesione della cartilagine articolare della tibia o pi frequentemente dellrsquoastragalo. Una lesione di questo tipo pu portare intenso dolore e incapacit di svolgere le attivit sportive di scelta e nei casi pi gravi addirittura le normali attivit quotidiane. Le lesioni cartilaginee, se ben diagnosticate e inquadrate, oggi sono curabili anche per via artroscopica, quindi con una minore invasivit per il paziente e pi precoci tempi di recupero. Inoltre, un trauma distorsivo non curato pu comportare lrsquoinsorgenza di ldquoinstabilitrdquo, ovvero una condizione in cui la persona soggetta a frequenti cedimenti e distorsioni, poich la caviglia lavora fuori asse e sopporta male il carico e a lungo andare pu subire una degenerazione artrosica, con conseguente peggioramento della sintomatologia dolorosa e progressiva disabilit anche nella normale deambulazione. Tutte queste situazioni possono essere gestite e trattate nel modo migliore e senza gravi e permanenti complicanze solo se individuate tempestivamente, quindi il modo migliore per affrontare un qualunque trauma distorsivo e tutte le sue possibili implicazioni sempre quello di non sottovalutarlo affidandosi a un esperto del settore.Ortopedia sportiva, Ortholabs prodotti per l'ortopedia e lo sport, plantari su misura, plantari sportivi. Restituiamo il sorriso Lo sport la nostra passione e per questo vogliamo creare le condizioni ideali per cui un campione, alle prese con un imprevisto, ritrovi la serenit grazie ai nostri supporti professionali. I prodotti, realizzati con materiali sempre pi evoluti e affidabili, sono il frutto di un attento studio dei problemi e di un continuo lavoro di ricerca.

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Lo snowboard è una disciplina che nasce nel Michigan negli anni 60 e si diffonde successivamente fino a divenire oggi uno degli sport invernali più apprezzati e praticati sulle piste di tutto il mondo. È stato annoverato tra le discipline dei Giochi Olimpici Invernali dal 1998, il che ha contribuito a farlo conoscere al grande pubblico e ad accrescerne la popolarità. Negli ultimi anni soprattutto si è assistito alla sua crescita esponenziale non solo tra i giovanissimi ma anche tra gli sciatori esperti.
Lo snowboard è un’attività molto divertente, da praticare da soli o con gli amici, fatta essenzialmente di evoluzioni e salti, e per questo intrinsecamente “rischiosa”. Gli infortuni sono infatti frequenti e possono riguardare fino al 50% tra i principianti e fino al 30% di coloro che lo praticano assiduamente.
Più frequentemente si verificano per un atterraggio sbagliato da un salto, ma non sono infrequenti uscite fuori pista, scontri con alberi o con altri sciatori. È stato calcolato che la maggior parte delle cadute praticando snowboard (70%) interessa l’arto superiore (fratture di polso, lussazioni di spalla), la testa, il tronco, la colonna lombare. I traumi dell’arto inferiore sono meno frequenti, verificandosi in circa il 30% dei casi, e colpiscono per lo più le ginocchia e le caviglie. Le ginocchia possono fratturarsi in caso di impatto diretto, ma risultano relativamente protette dai traumi distorsivi poiché entrambi i piedi sono ancorati alla tavola. Le caviglie sono invece molto sollecitate durante un’esecuzione di snowboard, contenute in scarponi spesso non troppo rigidi e quindi poco protettivi, soggette a microtraumi ripetuti nonché a impatti ad elevata energia, soprattutto nella fase di atterraggio dai salti. I microtraumi possono a lungo andare esitare in una instabilità di caviglia, mentre ad impatti violenti possono conseguire traumi distorsivi come la distorsione di caviglia, fratture, in rari casi lussazioni.

Concentriamoci proprio sui traumi della caviglia che, anche se meno frequenti, non sono meno importanti, e vediamo insieme quali sono le 5 cose fondamentali da applicare quando si pratica snowboard per evitarli o gestirli al meglio:
1) Essere prudenti, sempre. Questo vale soprattutto per i principianti, che sono la categoria più soggetta a cadute e traumi vari quando si accingono a praticare lo snowboard. È opportuno iniziare con un maestro, che possa insegnare qualche trucco per prendere confidenza con la pista, con l’attrezzatura e con gli altri sciatori che ci sfrecciano intorno, soprattutto se ci si trova su piste affollate. È stato però dimostrato che i professionisti non sono esenti da infortuni anche impegnativi, proprio perché talvolta si sentono “troppo sicuri” e si lanciano in evoluzioni più spericolate e rischiose.

2) Utilizzare attrezzatura adeguata. È importante disporre di un equipaggiamento di buona qualità, specifico e adattato per il singolo atleta, tenendo conto delle sue caratteristiche fisiche, del livello di esperienza e dal tipo di acrobazie che si vuole effettuare. Il casco dovrebbe essere sempre indossato, così come adeguate protezioni per i polsi e i gomiti. Per evitare i traumi della caviglia è fondamentale che gli scarponi siano della corretta misura e ben allacciati, dispongano di validi ganci sulla tavola e siano della corretta robustezza. Gli scarponi da snowboard sono tendenzialmente meno rigidi di quelli da sci. Ne esistono di vari materiali e tipologie, da quelli morbidi ad altri più rigidi. Se da un lato infatti la morbidezza dello scarpone lo rende più confortevole e comodo da indossare, dall’altro espone maggiormente la caviglia al rischio di distorsioni e microtraumi ripetuti. Non si può per questo prescindere da un certo grado di rigidità, potendo scegliere tra diversi modelli disponibili in commercio.

3) Non sottovalutare i traumi, anche se banali. Un infortunio, anche se apparentemente lieve, non andrebbe mai sottovalutato. Un trauma alla caviglia, se non adeguatamente identificato e trattato, può nel tempo portare a patologie più serie ed invalidanti. Le fratture comportano forti dolori e quasi sempre l’impossibilità di svolgere le normali attività, quali stare in piedi e deambulare. Le distorsioni di caviglia, al contrario, sono più insidiose in quanto, specialmente se ricorrenti, possono anche non portare dolore e fastidi e quindi sono più spesso sottovalutate e trascurate. Il giusto approccio è quindi quello di rivolgersi a uno specialista ortopedico, che con la visita ed eventualmente esami strumentali mirati, possa inquadrare al meglio il problema e consigliare come affrontarlo al meglio. Una distorsione è una lesione dei legamenti (più spesso esterni) della caviglia, che può conseguire a banali incidenti quali la caduta da un gradino, o a traumi importanti, quali quelli che avvengono praticando sport che prevedono una notevole sollecitazione delle caviglie, come lo snowboard. Una distorsione in fase acuta può manifestarsi con forte dolore, gonfiore, arrossamento della caviglia, nei casi più gravi anche l’incapacità di stare in piedi e camminare. Talvolta si potrà avere il miglioramento della sintomatologia semplicemente osservando un periodo di riposo di alcuni giorni, camminando con le stampelle e tenendo la gamba sollevata, applicando del ghiaccio sulla zona dolente e assumendo degli analgesici. Nei casi in cui la stessa caviglia ha subito molteplici distorsioni, può anche non presentare dolore, e sono soprattutto questi i casi che non vanno sottovalutati e vanno anzi sottoposti all’attenzione di uno specialista del settore, che possa individuare eventuali altre patologie correlate (come l’instabilità di caviglia, le lesioni cartilaginee). Tutte queste condizioni cliniche, se trascurate o non adeguatamente diagnosticate e trattate, possono a lungo andare degenerare in una precoce artrosi di caviglia. L’importante, dunque, è prestare la giusta attenzione a qualunque trauma, anche minimo, e non incorrere in rimedi fai da te, per non rischiare di ritardare e, in alcuni casi, addirittura peggiorare il problema.


4) Curare la ripresa funzionale. Se la diagnosi è stata di trauma distorsivo semplice, dopo alcuni giorni di riposo sarà necessario recuperare la funzionalità della caviglia. Questa è una fase fondamentale per un pieno recupero della caviglia, soprattutto nei soggetti giovani e sportivi. Infatti senza un’adeguata riabilitazione, la ripresa di un’attività sportiva può predisporre alla non completa guarigione dal trauma, al peggioramento della sintomatologia e all’insorgenza di nuove e più gravi lesioni. È importante dunque praticare degli esercizi mirati, meglio se con l’aiuto di un fisioterapista specializzato, finalizzati al potenziamento muscolare, al miglioramento della propriocezione, al rinforzo dell’equilibrio, dell’articolarità e della postura.

5) Per quanto detto finora, è fondamentale aver raggiunto il pieno recupero funzionale, prima di ricominciare a praticare l’attività sportiva di scelta. Una precoce interruzione della riabilitazione o uno sforzo fisico eccessivo di una caviglia non ancora del tutto guarita possono peggiorare la situazione, aumentando anche i tempi di recupero. La riabilitazione va intesa come un periodo di assoluto riposo dall’attività sportiva traumatica, come lo snowboard, nel quale dedicarsi al 100% al recupero funzionale della caviglia, senza però affrettare i tempi. In questo periodo, quindi, è importante evitare di praticare sport traumatici e da contatto e puntare su attività di potenziamento muscolare e stretching. 

● È possibile incorrere in un trauma distorsivo di caviglia facendo snowboard?
È possibile, in quanto lo snowboard è una disciplina considerata ad “alto impatto”, che si basa su evoluzioni e salti, spesso da altezze rilevanti. Implica un impegno notevole delle caviglie, che risultano costantemente sollecitate durante tutti i gesti tecnici e le “figure” eseguite, che prevedono rotazioni, ribaltamenti, sbandate, bruschi cambi di direzione e salti. Inoltre è praticato soprattutto dai giovanissimi, che risultano particolarmente spericolati nelle esecuzioni. Infine gli scarponi in dotazione, per quanto contenitivi, non possono essere eccessivamente rigidi per consentire di eseguire agilmente le esecuzioni desiderate. 

● Come fare per evitare un trauma distorsivo di caviglia?
È importante essere prudenti quando si pratica qualunque disciplina sportiva, soprattutto da principianti ma anche quando si è più esperti, Indossare l’equipaggiamento adeguato nel modo corretto, fare attenzione all’ambiente nel quale ci si allena. Inoltre eseguire esercizi di riscaldamento muscolare e stretching prima di iniziare un’attività sportiva ma anche al termine dell’allenamento, migliora la funzione muscolare e la flessibilità articolare, riducendo il rischio di episodi distorsivi.

● Come comportarsi se avviene un trauma distorsivo di caviglia?
Mai sottovalutare un trauma distorsivo, anche se apparentemente lieve. È sempre bene consultare uno specialista ortopedico, che possa inquadrare la situazione, se necessario con l’aiuto di esami radiologici mirati, e offrire le migliori soluzioni per affrontarla. I traumi distorsivi possono variare di gravità, da semplici e guaribili con riposo e riabilitazione, a gravi che necessitino di un approccio chirurgico. Inoltre anche quelli semplici se trascurati possono portare a un peggioramento della sintomatologia e l’insorgenza di quadri più complessi, come l’instabilità di caviglia, che nel tempo può degenerare in artrosi precoce.

● Di cosa preoccuparsi in un trauma distorsivo?
In presenza di un trauma distorsivo è importante non trascurarlo e non sottovalutarlo, quindi affidarsi a uno specialista ortopedico in grado di gestire al meglio la situazione. È importante inquadrare bene il tipo di distorsione (sede, lesione, gravità), per poterla trattare al meglio. Una distorsione di caviglia avviene solitamente per una brusca rotazione del piede verso l’interno e comporta un interessamento dei legamenti laterali della caviglia. Nel caso di lesioni semplici, dopo un periodo di riposo e riabilitazione si può osservare il pieno recupero della funzionalità e il ritorno alle attività di scelta. Nel caso di lesioni complete e severe, può essere necessario ricorrere a un intervento chirurgico per riparare o ricostruire i legamenti lesionati. Talvolta una lesione legamentosa, specialmente se avvenuta in seguito a un impatto violento (che si può ad esempio verificare in un atterraggio sbagliato da un salto), può essere associata ad una lesione della cartilagine articolare della tibia o più frequentemente dell’astragalo. Una lesione di questo tipo può portare intenso dolore e incapacità di svolgere le attività sportive di scelta e nei casi più gravi addirittura le normali attività quotidiane. Le lesioni cartilaginee, se ben diagnosticate e inquadrate, oggi sono curabili anche per via artroscopica, quindi con una minore invasività per il paziente e più precoci tempi di recupero. Inoltre, un trauma distorsivo non curato può comportare l’insorgenza di “instabilità”, ovvero una condizione in cui la persona è soggetta a frequenti cedimenti e distorsioni, poiché la caviglia lavora fuori asse e sopporta male il carico e a lungo andare può subire una degenerazione artrosica, con conseguente peggioramento della sintomatologia dolorosa e progressiva disabilità anche nella normale deambulazione. Tutte queste situazioni possono essere gestite e trattate nel modo migliore e senza gravi e permanenti complicanze solo se individuate tempestivamente, quindi il modo migliore per affrontare un qualunque trauma distorsivo e tutte le sue possibili implicazioni è sempre quello di non sottovalutarlo affidandosi a un esperto del settore.


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